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Non contano le mete, quanto lo spirito con cui vengono affrontate le nostre passioni

Questa la filosofia – e mi si perdoni il gioco di parole – che caratterizza la splendida collana “Piccola Filosofia di Viaggio” di Ediciclo editore. Piccoli libri di rara bellezza, “un viaggio nei viaggi, per approfondire le nostre passioni e incantarsi; libri scritti da riconosciuti protagonisti delle più svariate arti e mestieri, da filosofi, alpinisti, esploratori o speleologi, italiani e stranieri, con l’intento di accompagnarci dentro e lungo le suggestioni ed emozioni delle loro esperienze, per farci riflettere su ciò che siamo, su ciò che ci piace, ci appassiona, portandoci in territori che vanno il più delle volte al di là di un semplice titolo. Cito solo alcuni dei titoli per far meglio comprendere l’approccio a ciascun argomento:  “La vocazione di perdersi. Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti” di Franco Michieli, la riflessione e i racconti di un esperto che nelle sue avventure ha cercato la via in territori selvaggi e solitari; oppure “Il respiro delle grotte. Piccole divagazioni sulla profondità e su chi la cerca” di Natalino Russo, un viaggio affascinante nelle tre dimensioni delle montagne e nelle correnti d’aria che le attraversano; o ancora il recente “Il Silenzio dei Passi. Piccolo elogio del camminare a piedi nudi nella natura ” dell’amico Andrea Bianchi del quale libro ho curato la copertina: un originale punto di vista sul camminare a piedi nudi nella natura, con le inaspettate sensazioni che ne possono derivare. E via via decine di altre esperienze, di altri viaggi. Libri tascabili che non superano le cento pagine, per una sana quanto preziosa dose monouso di squisita lettura, da consumare tutta d’un fiato, per non interrompere la magia.

Ebbene, mi fa molto piacere potervi dire che dai primi di maggio 2017 “Piccola Filosofia di Viaggio” ospiterà anche il mio nuovo libro “La montagna in chiaroscuro. Piccolo saggio sul fotografare tra cime e sentieri.” . Uno scritto che vi porterà con me senza tempo e senza meta lungo i sentieri e i pensieri che ho percorso e attraversato in questi anni, per raccontarvi la mia visione montagna e della fotografia di montagna. Un libricino di esperienze e suggestioni, di consigli nascosti, ove li si vogliano cogliere, ma senza fotografie; visioni che lascerò invece a voi immaginare attraverso le mie parole, ognuno a seconda del proprio vedere. Un libro sicuramente diverso, certamente intimista, una chiacchierata che faremo come se foste con me lungo qualche cengia o cresta, che aprirà una piccola finestra sul mio mondo, per molta parte sconosciuto o segreto, con la speranza che possa darvi spunti interessanti di riflessione, fornirvi una luce diversa con la quale guardare, osservare, apprezzare e raccontare le Montagne. Perchè diversa, alla fine, è la luce delle montagne, di ogni montagna. Luce come punto di vista, come sguardo, come elemento di scrittura originale, come strumento e occasione di introspezione.

Come tradizione, come fatto per il mio primo libro, vi porterò con me anche nella stesura di questo, raccontandovi come procede, magari scrivendovi da uno di quei sentieri poco sopra citati, o condividendo qualche breve pensiero con voi, che ne sarete poi i lettori. Affinché anche questo sia un po’ vostro. Almeno lo spero, ma sono certo di sì.

La data prevista di uscita è intorno ai primi di maggio. Nell’attesa, vi invito a dare un’occhiata a questa deliziosa collana di Ediciclo nel loro sito perché ne vale veramente la pena. Sono sicuro troverete più di una chicca da ordinare, acquistare e infilare in qualche borsa, o zaino da computer, o a fianco del letto, pronta ad essere letta, possibilmente tutta d’un fiato, senza emergere fino a che quella storia non sia conclusa. Arrivederci qui allora, per gli aggiornamenti, o da qualche parte in montagna. Io intanto proseguo a scrivere.

Con amicizia, Alberto 😉

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Nota: recentemente ho parlato di questo – e altro – dal mio caro amico Ryuichi Watanabe, gran capo di NewOldCamera a Milano, negozio di attrezzature fotografiche, certo; ma soprattutto prezioso punto nevralgico di condivisione di varie culture fotografiche, frequentato da amatori, professionisti e illustri (e veri) Maestri della fotografia. Questa la chiacchierata che ne è risultata e che vi invito a vedere ed ascoltare.  (12min)

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