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Di Maurizio Rebuzzini (*)

A questo punto, rivolgendoci sia agli addetti della fotografia – che sono consapevoli dei suoi stilemi -, sia al pubblico generico, che deve esserne informato, è obbligatoria una nota tecnica relativa alla costruzione interpretativa di Alberto Bregani. Dopo aver sottolineato l’alta qualità formale delle sue fotografie in bianconero, che compongono i tratti di un linguaggio espressivo eccezionalmente efficace, richiamiamo l’attenzione sulle composizioni quadrate. Non prima di aver rivelato anche che la fotografia è comunque una straordinaria combinazione di regole logiche e usi arbitrari, che Bregani applica con particolare diligenza.

La composizione quadrata non è un vezzo, ma è lessico, sintassi. Anzitutto confortevole, ma non è questo il problema (seppure lo sia, anche), la composizione quadrata induce lo sguardo dell’osservatore: evita che spazi da destra a sinistra, piuttosto che dall’alto al basso, senza trovare un punto di attenzione, e impone una concentrazione assoluta e inderogabile. Però, attenzione, non si tratta di uno stratagemma, magari del tipo di quelli attraverso i quali l’abile prestigiatore distoglie la concentrazione del pubblico. Al contrario, è una sapiente declinazione, che dalla rispettosa interpretazione del soggetto approda alla complice intesa con l’osservatore. Lo sguardo si posa lieve su visioni fotografiche che raggiungono immediatamente il cuore: è illusione, è teatro… è fotografia autentica.


English
At this point I must include a technical note about Alberto Bregani’s interpretative construction for the beneft of photographers, who are aware of his stylistic methods, and also for the wider public, who need to be informed. After having emphasised the high formal quality of his black-and-white prints, which make up the traits of an exceptionally effective and expressive language, let’s focus on square compositions. But not before also having revealed that photography is nevertheless an extraordinary combination of logical rules an arbitrary practices, which Bregani applies with particular diligence.

The square composition is not a trick, but it’s real vocabulary, syntax. Primarily the square composition is uncomplicated, which is not a problem (even though some may view it as such), and leads the observer’s gaze, preventing it from wandering from left to right or up and down, without fnding a focal point, and calls for absolute, binding concentration. However, this is not a trick, like one of those an illusionist might use to misdirect the audience’s attention. Quite the opposite; it is a clever infexion, which achieves meaningful mutual understanding with the observer through the deferential interpretation of the subject. The gaze rests lightly on photographic visions that immediately touch the heart: it’s illusion, theatre… it’s real photography.

Vedi il portfolio “quadrato” | Square format gallery | LINK


(*) = Maurizio Rebuzzini: tra le più autorevoli firme del settore, dal 1972 scrive di linguaggio, tecnica e costume della fotografia. È editore e direttore di FOTOgraphia, mensile di riflessione fotografica | MR  is one of the most important and esteemed photography italian critics and historians. 

 Il libro
Dentro e Fuori le Cime, Dolomiti di Brenta tra l’occhio e il passo”
80+ fotografie bianco e nero, formato quadrato. Di Alberto Bregani. Il Margine, TN – 2012 | Scheda

 

C'è 1 comment

  1. Alessio Richini

    Breve, semplice ed efficace.

    Non avevo mai considerato questi aspetti del formato quadrato, ora mi vien quasi voglia di comprare una Hasselblad a pellicola! 🙂

    Grazie Alberto!


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