Autorevoli Commenti


Alcune delle “firme” che, negli anni, hanno omaggiato la mia fotografia e che ringrazio per le loro parole | (estratto)


rebuzzini| Missione della Fotografia |

Osservando le fantastiche fotografie di montagna (in montagna) di Alberto Bregani, ognuno di noi dischiude le porte di un mondo amabilmente rappresentato, accede a una teatralità visiva che esclude qualsivoglia ambiente circostante, per dare esistenza alle sole immagini. In una suggestiva sequenza temporale, dal soggetto alla sua abile rappresentazione, dal vero alla sua immagine, i passi compiuti da Alberto Bregani diventano nostri. Guardatele bene queste fotografie (poesie). Indipendentemente dal soggetto-pretesto, come anche allineati al soggetto-pretesto, quando le osserviamo, queste fotografie valgono per tutto quanto ciascuno di noi trova in se stesso.
 Missione della fotografia |  (estratto dalla prefazione del libro “Dentro e fuori le cime”, Il Margine 2012)

Maurizio Rebuzzini,
Docente di Storia della Fotografia all’ Università Cattolica Sacro Cuore – Dal 1972 scrive di linguaggio, tecnica e costume della fotografia.


golin180| Fotografie tra silenzio e Anima |
Alberto Bregani ovvero la fotografia di montagna in purezza. Vero bianco e nero in pellicola, medio formato 6×6. Rolleiflex o Hasselblad. Fotografia come interpretazione di vibrazioni da recepire e mettere dentro ogni singolo fotogramma che si ha a disposizione nel medio formato. I suoi scatti sono essenziali, puro e potente bianco nero dalle mille sfumature, rigorosamente in pellicola; sono un omaggio a quella Naturache ci atterrisce ma allo stesso tempo ci attrae” e alla quale dobbiamo rispetto assoluto. Sono, infine, accorato invito alla preservazione e conservazione del meraviglioso Patrimonio che ci è stato donato affinché tale rimanga.
Augusto Golin
scrittore, storico dell’Alpinismo, già Direttore programmazione cinematografica Trento FilmFestival


smargia
| Dentro, non davanti |
Dentro e non davanti, fa la differenza. Questo di Bregani è un viaggio fotografico faticoso, nel senso che costa la fatica e la gioia della camminata, dell’arrampicata, letteralmente in mezzo alle Dolomiti di Brenta. La tradizione della foto di montagna è rispettata e aggiornata, l’approccio è “tra l’occhio e il passo”, il secondo gira attorno alle cime e il primo lo segue, le fotografie in bianco e nero, quasi tutte nel quadrato Rolleiflex, entrano ed escono dallo spazio definito dalle montagne.
Michele Smargiassi
giornalista, saggista, storico della Fotografia – Repubblica.it


torchio| Reinterpretare la grande Montagna |
Il risultato della ricerca fotografica di Bregani è un viaggio (non ordinario) con l’occhio a pareti che credevamo di conoscere e che scopriamo diverse, su cenge già percorse eppure a noi del tutto nuove, lungo sentieri che ricordiamo perfettamente, ma che nelle declinazioni della scelta in bianco e nero sembrano perdersi in una sorta di infinito cromatico […]  Alberto Bregani, con la sua fotografia, ha deciso di andare a cercare – trovandoli – i significati della grande, complessa montagna: luce e neve, nubi e rocce, profili, momenti, sguardi unici. Un cammino di (ri)scoperta che aggiunge il nome dell’autore a quello dei migliori interpreti della montagna che lo hanno preceduto.

Fabrizio Torchio
giornalista trentino e autore di grande successo di libri di montagna. 


bizzarro| Un lungo lavoro di grande ricerca |
Quello di Bregani è il risultato di un lungo lavoro di grande ricerca. Il reportage di molte stagioni, realizzato in pellicola con macchine di medio e grande formato, rigorosamente in bianco e nero. Non è facile fotografare le montagne, loro sono in alto e noi da quaggiù cerchiamo di imprigionarle in un quadratino di materiale sensibile. Nella gran parte delle immagini le cime sembrano così sfuggirci, coricarsi all’indietro. […] Bregani, esperto fotografo non solo di montagna, ci restituisce un Brenta credibile e allo stesso tempo di sogno, il bianco della roccia e le nuvole, i boschi sterminati che circondano il gruppo alla base e le acque impetuose. –

Leonardo Bizzarro
Repubblica Sera | Copertina e recensione


| Partecipazione attenta, mai banale |
La memoria come viaggio paziente, la fotografia come strumento di narrazione. Nelle immagini in bianco e nero di Alberto Bregani vive una partecipazione attenta e mai banale a ciò che ci circonda. Il suo è uno sguardo contemporaneo ai luoghi della Grande Guerra in Trentino.
Giorno dopo giorno, per creste e sentieri, l’incarico professionale è diventato cammino personale, attenta adesione a quei luoghi, a quei segni. Lungo i sentieri e negli altipiani che cent’anni fa furono teatro di battaglie indicibili e di dolori inenarrabili, il fotografo diventa un tutt’uno con l’idea e con lo spirito che hanno ispirato il progetto culturale […] Diventa omaggio a quei luoghi geografici che la guerra ha reso per sempre luoghi dello spirito; omaggio a tutti coloro – non importa sotto quale bandiera, non importa quale divisa indossassero – che su quei monti hanno lasciato la loro gioventù, per sempre.“ 

Ugo Rossi
Presidente della Provincia Autonoma di Trento