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Si fa chiaro“.

Queste le prime tre parole de “La montagna in chiaroscuro. Piccolo saggio sul fotografare per cime e sentieri“, il mio nuovo libro che uscirà, per Ediciclo Editore, piccola, attivissima, pregevole casa editrice veneta, intorno ai primi di maggio di questo 2017. Tre semplici parole che rappresentano la porta di accesso al mio mondo, quello che ho pensato fosse interessante raccontare per portare virtualmente con me, lungo i miei sentieri, tutti gli amici che amano la montagna e la fotografia. Beh, certo: anche la fotografia di montagna. Quegli amici che avranno voglia di acquistare e leggere il libro, va da sé.

Ho riflettuto molto se definirlo saggio anziché elogio, come da tradizione della casa editrice per la sua collana piccola filosofia di viaggio, nella quale rientra questo libro. All’inizio mi pareva potesse essere un termine un po’ troppo pretenzioso, vanitoso; un aspetto che non rientra certo nei miei parametri comportamentali. Poi, rileggendone bene la definizione, ho realizzato che in effetti un saggio, tra le varie definizioni, può essere (anzi, è) “una composizione relativamente breve e di carattere spigliato che investe un soggetto, senza pretesa di esaurirlo, da un punto di vista opposto a quello della trattazione sistematica. Tra le varie forme vi è quello puramente espositivo, che dà un ristretto dell’esperienza e dell’informazione dell’Autore intorno a un argomento di carattere storico, biografico, artistico” . E così, mi pare, sia. Alla fine.

Lungi da me anticiparne i contenuti, posso dire che non è assolutamente un libro che parla di tecnica, seppure ogni tanto la sfiori ove serva specificare alcuni dettagli. È uno scritto che prova invece a portare il lettore dentro le mie visioni, sensazioni, ispirazioni, tra cime e sentieri, appunto; come se fosse insieme a me lungo il cammino, in un rifugio, su una cresta, dentro a una bufera di neve. Vivendo ciò che (mi) succede. Raccontandogli le mie suggestioni, le emozioni, le soddisfazioni nell’aver colto quel momento atteso da tempo. Ma anche le paure, le attese, gli errori e le rinunce. Il tutto filtrato da pensieri, ricordi e aneddoti.

La montagna in chiaroscuro, non parla e non analizza i massimi sistemi della fotografia, non detta e non delinea alcuna regola da rispettare; benché queste ci siano, e lo sappiamo. Non è questo il timbro che ho voluto dare alla scrittura. Questo piccolo saggio altro non è che la narrazione sincera della mia filosofia del fotografare, svelata pian piano; quella conosciuta ai più attraverso le mie fotografie, i miei post, le mie conferenze e altre occasioni, ma qui esposta in una forma più intima, personale. Ognuno potrà anche essere libero, o meno, di considerare ciò che leggerà come una serie di atteggiamenti, attività, consigli da mettere in pratica. Ma li scoprirà tra le righe di un racconto che non impone nulla a nessuno. Potrà quindi decidere, anche o solamente, di viaggiare per qualche pagina all’interno di una nuova esperienza che, mi auguro, non lo lascerà indifferente.

In conclusione: sono certo che chi ama la montagna ritroverà nei miei passi molti dei suoi, oltre a qualche piccolo spunto per raccontarla al meglio attraverso uno scatto. Chi invece apprezza questo tipo di fotografia, sono ancora più sicuro ritroverà quelle sensazioni che solo l’andar fotografando per cime e sentieri può regalare. Che poi la foto la si porti a casa o meno ha un’importanza relativa. Alla fine, come leggerete, andar per montagne non sarà mai tempo buttato. Avremo comunque vissuto.

Un’ultima cosa: ho attivato su Facebook una pagina dedicata al libro. Da lì passeranno tutte le informazioni relative alle serate, conferenze, iniziative di vario genere, promozioni e qualche piccola sorpresa in attesa dell’uscita della sua uscita (1a settimana di maggio). Un luogo dove fare due chiacchiere intorno a fotografia e montagna, con me ma anche con tanti altri amici; una pagina dove rispondere alle vostre domande o richieste,, leggere di anticipazioni, video etc. Vi aspetto, mi raccomando! Per entrare cliccare al link sopra la copertina a fine post.

Ah si, certo; quali sono le ultime parole del libro?
Uhm.. vediamo, si dunque… dovrei averle qui da qualche parte… 😀

Ci vediamo su Facebook!
Con amicizia, Alberto


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