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Passo dopo passo, nella fresca mattina, mi porto verso le pareti che già mi sovrastano; macchina già attaccata al cavalletto chedi tanto in tanto tolgo dalle spalle per dare un’occhiata dentro il pentaprisma a cercare la foto.  Aspetto No, non c’è niente di interessante. Proseguo. No, ancora un momento, c’è della gente che arriva in senso contrario – qui non è che sia poi tanto un marciapiede bordo strada sul quale ci si passa in quattro o cinque in contemporanea… – Salve, salve, buongiorno, salve, salve…  Chi già con il casco, chi già imbragato, chi già attaccato alla corda della propria Guida Alpina per godersi in pace quanto lo circonda, senza particolari patemi d’animo, sicuro che in questo modo porterà a casa la pelle. Chi ancora in cordata con la propria fidanzata per condividere con lei emozioni mai vissute prima. Chi in compagnia con gli amici che è riuscito a convincere finalmente della bontà di quella ferrata, che non è poi cosi tanto difficile, che c’è sempre una prima volta…Un giornata di avvicinamento, notte in rifugio, cena presto, tante parole intorno a qualche grappa, insieme a molte altre persone mai viste prima, magari compagne di racconti per quella sera. Poi luci spente alle 22.00 e non dormire per l’agitazione. Sveglia ancora al buio, passi felpati che risuonano sulle scale verso l’uscita, casco, imbragatura, c’è tutto, pronti, respiro profondo, si va… Il sentiero che scorre bene, l’aria tersa della prima mattina… Aspettiamo un momento, ci sono delle persone che arrivano in senso contrario” Salve, salve, buongiorno, salve, salve… Ma, scusi eh… ma che macchina bellissima… non è che se ne vedano poi cosi tante in giro… pellicola, d’epoca, giusto? E biancoenero! che spettacolo, avete visto ragazzi?… Senta ma non è che ci farebbe una foto che siamo su la prima volta tutti insieme qui per la ferrata? Si, siamo di Reggio… Guardi… ci farebbe veramente un regalo… e poi la attendo giù al mio bar, a Reggio Emilia, che me la porta, caffe pagato, ok?” Lungo la via che mi porta dentro le montagne ho incontrato sempre tante persone, ognuna con la propria storia, la propria piccola impresa. Ogni tanto capita che qualcuna, più che altro incuriosita dall’avere una foto con “certe macchine d’epoca“,  mi chieda di fissare quel momento per sempre; persone che forse non rivedrò mai più ma delle quali potrò raccontare quel breve, simpatico incontro a metà sentiero attraverso quello scatto. E sono certo che anche loro, giù al bar, guardando la propria copia, sorridendo, penseranno lo stesso. Tutti intorno alla stessa grappa di quella sera, al rifugio.

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