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24.08.12, ore 17.00 | Ferrata Vidi

Penso che un blogger quando non ha nulla da dire debba osservare un dignitoso silenzio. Prima regola. A mio parere. Poi ne abbiamo a centinaia che fanno il contrario. Amen, c’est le web. Piccola divagazione. Stop.

Comunque sia, è per questo mio attenermi alla regola di cui sopra che mi appresto solo ora, allo scadere del dodicesimo giorno di questo settembre, a buttare giù qualcosa;  più che altro per farvi partecipi di uno stato d’animo. Nella buona e nella cattiva sorte… uhm, non mi ricordo dove ho sentito questa frase..vabbè, mi verrà in mente.. 🙂 Fatto sta che questo per me non è un momento di adrenalinica euforia, per cosi dire. Penso di essere un po’ scarico. Di ispirazione, soprattutto. Quando, quella sera del 24 agosto scorso, Sandro ed io abbiamo risalito la corrente come i salmoni per portarci dove tutto ebbe inizio  – quattro anni fa – ovvero a metà della splendida Ferrata Vidi ( Dolomiti di Brenta – nda) è come se il vento che soffiava quella sera mi avesse portato via tutto. Via, andato; prosciugato nel fisico e nell’anima. Quattro anni, dentro e fuori queste splendide montagne, volati via, in un batter di ciglia. Me ne sono rimasto lì. Le nuvole che andavano, le ombre che man mano si facevano avanti,  a guardare Sandro come per dire “..e mo’?“. Abbiamo aspettato l’imbrunire, siamo ridiscesi verso il Grostè e… e niente. Non c’era più niente da dire e da fare. Solo tornare a casa. E poi, qualche giorno dopo,  ancora più giù. A Milano.

Arrivederci a Settembre, avevo scritto i primi di Agosto, prima di partire per le Dolomiti… Ancora un po’ che aspettavo a scrivervi veniva Ottobre… Devo ricaricarmi e passerà del tempo. E’ come se avessi fatto quattro anni in apnea fisica e psicologica, perennemente focalizzato e concentrato sul progetto:le foto, le location, i video, i post, i social media, le ferrate, i sentieri, i percorsi, le pellicole, le lenti, le macchine, i filtri, i temi, le storie, gli sviluppi, i negativi, le mostre, le conferenze, i workshop, il blog….Uffff! Fatica. Tutto fantasticamente bellissimo ma grandissimo dispendio di energie psico-fisiche… E ora arriva la parte più delicata: il libro. La scelta delle foto, i testi, i percorsi, l’impaginazione, le prefazioni, le scansioni, le prove di stampa, le bozze, la presentazione, le 300 e passa copie riservate in prevendita esclusiva ( grazie!) da personalizzare una per una. Tutto in questi prossimi 40 giorni e rotti. Respiro profondo. Mi ci vorrebbe un po’ di riposo, un po’ di stacco da tutto questo: ma ci sarà tempo più avanti. Gli ultimi metri sono quelli che ti portano veramente al traguardo e sono i più pericolosi, perchè ci si rilassa troppo facilmente vedendo già il nastro teso da tagliare… Perciò perdonatemi se non sarò cosi presente in questi periodo, se non magari per aggiornarvi sull’andamento della lavorazione del libro. Non essendo in giro per Montagne non penso di aver nulla di interessante da dire.. Nel caso mi si accendesse una qualche lampadina ve lo comunicherò certamente. Per ora restiamo in silenzio. E’ cosi un bel sentire … 😉

Ci sono 0 commenti

  1. luciano bernardi

    Caro Alberto,
    datti calma che se anche il libro arriva più tardi del previsto non casca il mondo e magari riesce ancora meglio del previsto. Credo che anche tutti gli altri amici saranno lieti di farti prendere fiato.
    Un cordialissimo saluto anche dalle nostre montagne.
    Luciano Bernardi agnel

  2. Tatiana Bokan

    Normale che tu ti senta scarico… dopo questo tour de force durato 4 anni, il tuo fisico merita il giusto riposo… non forzare i tempi, ma rispettali come fai con le tue montagne. Solo così potrai affrontare le ultime fasi di questo magnifico progetto senza ansia… noi siamo qui e non ti mettiamo fretta… sapremo aspettare!

  3. roberto pedrazzoni

    Forse sarai d’accordo; io penso che questi siano periodi preziosi almeno quanto quelli invasi dall’euforia creativa.
    Anche perchè chi possiede una vena creativa (e tu fai decisamente parte della categoria), ha bisogno di “picchi” per poterla esprimere al meglio, e……come ben sappiamo, non esisterebbero picchi senza valli e “depressioni”.
    Ciao Alberto e buon lavoro.

    Roberto Pedrazzoni

    • Alberto Bregani

      Grazie Roberto, sinceramente. Il tuo pensierò non può che essere condiviso al 100%. E’ necessario e fisiologico ( per me) esprimersi al meglio quando si sente che si è là dove l’ispirazione deve stare, al massimo della sua vena …ma tutto ciò costa molto, di testa e nel fisico. Un’arancia spremuta può rendere perfettamente l’idea del mio sentire ora. Avrò il giusto tempo per ricaricarmi. E direi che era anche ora :-)) Un caro saluto e grazie per il tuo commento, ciao!!


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