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SoloIlVento, il mio progetto sulla Grande Guerra per conto della Provincia Autonoma di Trento, iniziato nel marzo del 2013, è terminato.

Si è concluso qualche giorno fa, appena prima della nevicata di fine novembre che ha steso una mano di bianco sui segni non ancora rimarginati di una terribile storia scritta cent’anni or sono. Scendendo l’ultimo sentiero che mi riportava alla macchina, da qualche parte sopra Canazei, ho ripensato a tutto ciò che è stato, a quanto ho vissuto, visto, fotografato, a quanto letto nei diari di giovanissimi ragazzi buttati in mezzo a una guerra dalla quale era impossibile scappare. Ho camminato in posti splendidi, nei silenzi più grandi, in periodi lontani da ogni frequentazione turistica; ho potuto godere della bellezza di panorami mozzafiato, in tutte le ore del giorno, da ogni alba a ogni sera. Due anni di cammino, di migliaia di metri di dislivello, di tante rinunce per il meteo sfavorevole e di ritorni negli stessi luoghi per riprovarci; due anni di attenzione e concentrazione massima, di meticolosa organizzazione, di relazioni tecniche e storiche da confrontare, di centinaia di chilometri in macchina e decine a piedi. Due anni di lavoro per ottanta fotografie che rimarranno certamente negli archivi storici e fotografici di un luogo prestigioso come la Soprintendenza ai Beni Culturali e Artistici, insieme ad altri nomi altrettanto prestigiosi. Ma che spero rimangano prima di tutto negli occhi di coloro che avranno la cortesia di osservarle durante una mostra o dentro a un libro, quando sarà. Quello che è certo è che tutto questo rimarrà dentro di me, a vita. Alla fine di quell’ultimo sentiero ho messo lo zaino e tutto l’armamentario fotografico nel baule della macchina, mi sono guardato qualche minuto in giro e ho pensato, non senza malinconia, che non avrei più avuto bisogno di ragionare sul prossimo luogo da visitare, sul prossimo sentiero da percorrere, sul prossimo viaggio da organizzare, da verificare, da pianificare, al prossimo capitolo da studiare, e infine da fotografare. Tempo di andare. Ho messo in moto e chiuso la portiera della macchina. Fuori è rimasto quel mondo, dentro sono rimasti cento pensieri: novantanove per quello che è stato, e uno per ciò che sarà. Ma di questo vi dirò la prossima volta. A presto.

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SoloIlVento

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