P

Perhaps music is the most expressive of the arts. However, as a photographer, I believe that creative photography when practiced in terms of it’s inherit qualities, may also reveal endless horizons of meaning

Schermata 2016-03-02 alle 20.34.25Questo diceva Ansel Adams appoggiato al suo pianoforte a coda, nel grande salone di casa, in un’intervista video, quando ormai era un fotografo affermato; quando ormai era in condizione di poter valutare/comparare le due forme di espressione artistica: musica e fotografia. Adams (della serie “forse tutti non sanno che..”) studiò seriamente pianoforte fin da bambino perchè da grande avrebbe voluto diventare un pianista, un concertista.

Fu solo il fulminante incontro con la bellezza ammaliante dello Yosemite, qualche anno dopo – e con la fotografia – che gli fece cambiare idea. Studiò musica fino a circa i suoi vent’anni, per poi lasciare spazio definitivamente alla fotografia e a tutto ciò che di lui conosciamo.  A ben leggere, tra le righe, Adams ribadisce il primato della musica in tal senso, lasciando però (as a photographer) ampi spazi di espressione anche alla seconda. Direi, anzi, “illimitati orizzonti”.

Per quanto mi riguarda, io non sono stato ammaliato da alcuno Yosemite nel corso della mia adolescenza, tanto da farmi cambiare qualsiasi idea avessi sul mio futuro, seppure abitassi in un paradiso come Cortina. E a quattordici anni la fotografia non era nemmeno nei miei più lontani pensieri. Ma, come “Zio Anselmo” (il mio nick affibiato ad Adams…), il pianoforte l’ho avuto da sempre in casa, insieme a tanti altri strumenti. La musica era sempre nell’aria. E da quando ne ho avute le possibilità (intendo arrivare con le mani sulla tastiera… a due anni circa) non ho mai perso il piacere di suonare. Non ho avuto l’occasione di studiare musica: le giornate erano più che piene, tra scuola e sci agonistico, il tempo libero era quello che era; ma avevo certamente un ottimo mentore che nonostante (e purtroppo) non avessi tempo di imparare a ricamare un pentagramma, mi supportava e mi incoraggiava nelle mie “scorribande” pianistiche. Mio padre.

A differenza di Adams, la fotografia l’ho poi incontrata in tarda età. Bianco e nero, e di montagna, guarda il caso. Ma non importa. Ciò che importa è che oggi la fotografia di montagna è la mia professione, è ciò che in assoluto amo di più fare, e che la passione per la musica e per il pianoforte non si è mai spenta. Anzi, l’ho mantenuta in vita. Proprio grazie a questo, da qualche tempo, in previsione dei miei nuovi progetti e dei video, dei trailer, dei backstage che verranno realizzati, ho iniziato a comporre le musiche che li accompagneranno. Non preoccupatevi, nessuna velleità “Alleviana o Einaudiana” 🙂 Solo ed esclusivamente il piacere di farlo. Del resto, era sempre una fatica rincorrere online brani che mi piacessero, o andassero bene per intensità o lunghezza, e poi liberi da diritti da utilizzare. In questo modo, invece, ho la possibilità di accompagnare le mie fotografie e i miei video con brani che ho composto esattamente per quel mood, per quel tipo di situazione, potendo sottolineare al meglio ciò che con quelle immagini volevo dire. Con l’aiuto di un trascrittore professionista questi vengono trasferiti su spartito, registrati in Siae, e poi da me incisi in una sala professionale, con tutti i crismi del caso, con un pianoforte messo come si deve e relativi microfoni, per arrivare ad avere un audio di qualità.

In conclusione, mi fa quindi piacere anticiparvi uno di questi brani, registrato a casa, che ho composto per un tema di acqua. Il video non è “il progetto”, ma solo un montaggio di prova con mie riprese di archivio, per vedere se, come tipo di composizione, su questo tema poteva funzionare. A me pare di si, mi auguro “parva” anche a voi 😉 Un caro saluto, Alberto


Acqua che batte, rimbalza e scava. Che cade, scorre e non si ferma.
Danza di cascate e di torrenti di montagna, armonia senza tempo
.”

Ripplin’ waters
AlbertoBregani©2016 All Rights reserved

Non sono presenti commenti