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Conosco la fatica dovuta al componimento di una poesia, al procedere nella scrittura di un libro. Conosco quella stanchezza fisica che ti investe dopo avere a lungo ricercato l’ispirazione che ti guiderà.

Conosco quell’andirivieni da quelle righe scritte ovunque, che lascio riposare giorni e settimane, che poi correggo e smusso ancora per togliere una virgola che appare più un inciampo che un respiro.

Conosco gli scarabocchi di intuizioni fissate su un foglietto a qualsiasi ora, prima che si dissolvano. E il travaglio psicologico che mi consuma quando non riesco a trovare quella luce che illumina la mia intuizione.

Conosco la pazienza dell’attendere, in quel tempo sospeso che sta tra il pensiero e il suo manifestarsi attraverso le parole. Tra la convinzione che possano essere mia vera espressione e il dubbio che possano non esserlo.

Conosco quel brivido che ti attraversa qualche attimo prima che ciò che hai scritto, che hai scelto di scrivere, diventi pubblico. Prima che le frasi vengano affidate come tante barchette di carta a un grande fiume che, tra rapide e correnti, le porterà verso altri occhi e pensieri.

Ma sono tranquillo. So per certo navigheranno a lungo.
Hanno riposato, preso forza, convinzione, consapevolezza.

Saranno abbastanza forti da resistere agli urti.
Sono ciò che voglio siano. Sono io.


Le fotografie sono poesie.
Lasciatele riposare.
Non abbiate la smania di metterle in acqua.
Affonderanno alle prime rapide.
trascinandovi giù, insieme a loro

© Alberto Bregani | 2017

2017 © Alberto Bregani | all rights reserved

 

Ci sono 2 commenti

  1. Enrico Casiraghi

    Anche questo scritto è poesia. Bellissimo, e’ da rileggere più volte dopo averlo, naturalmentene lasciato sedimentare in quella parte del cervello dove esiste una via preferenziale per le cose belle.

  2. Alessio Richini

    Un breve articolo, ma con un pensiero profondo ed interessante che fa capire la competenza e la consapevolezza nello scattare e nello scrivere dell’Autore!

    Grazie Alberto


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