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Prendendola con un po’ di anticipo io e il mio inseparabile amico di mountain photography Sandro Vidi, guida alpina e co-autore del progetto fotografico che stiamo realizzando, abbiamo posato il primo mattone di quella che dovrebbe essere l’idea del triennio 2012/2014 ovvero rivisitare i grandi paesaggi dolomitici con una macchina grande formato ( Large Format) e sempre in b/n, ovviamente. Per farla breve – e cioè per coloro che si fossero da poco messi all’ascolto degli argomenti relativi alla fotografia di paesaggio, Grande Formato significa qualità insuperabile, negativi  grandi come tovaglioli, dettagli incredibilmente incisi, gamma tonale da pelle d’oca, stampe in media di grandezza intorno ai 50×60/70 cm con una resa da mascella sul pavimento. Per contro: tanta, tanta, tanta esperienza, tanti tanti, tanti errori, trasporto e getstione non certo agevole, sebbene sia sempre una field camera ovvero intorno ai 2,8kg solo corpo, più tutto ciò che gli sta intorno, pochissimi scatti alla volta, esposizione chirurgica, pre-visualizzazione in sistema zonale con relativo e conseguente sviluppo in camera oscura. In sintesi un tipo di fotografia veramente alla Ansel Adams’ style per dire del più famoso, ma direi di tutti i grandi fotografi di paesaggio che si considerino tali. Prima o poi dal grande formato ci sono passati; molti non si sono più mossi.

Gli errori: hehehe, gli errori e le dimenticanze nei vari passaggi che portano a una foto  sono all’ordine del giorno e la pazienza per non lanciare a 50mt di distanza tutto l’armamentario deve essere veramente tanta. Anche perchè il risultato lo si vede – come ogni pellicola – solo al momento dello sviluppo. Però un conto è avere uno o più rullini a disposizione in un giorno  e un altro è avere solo 5 chassis (che ingombrano e pesano..) per un totale di 10 scatti in un giorno… la percentuale di successo cala drammaticamente .

Sandro Vidi

Premetto che non è che Sandro ed io siamo proprio a digiuno di LF : ho scattato anche qualche bella foto qualche anno fa quando ne ho avuta una per qualche mese. E Sandro pure. Ma forse non ero ancora maturo per affrontare questo percorso; come invece sento di esserlo ora. Totale, la nostra prima bella 4″x 5″  (10x12cm di negativo..) è arrivata qualche giorno fa con tutto ciò che ci serve: tre belle lenti, panno nero, chassis per le pellicole, pellicole etc etc.. Tutto pronto per poter partire per qualche esperimento nei momenti di pausa del progetto in corso. Scrivo allora una mail a Sandro per dirgli che secondo me una cosa particolare che mi aveva indicato per l’esposimetro era superflua e che prima avremmo dovuto imparare a fare altre cose più fondamentali e dopo, solo dopo, gli ho detto “…potremo spingerci verso esperimenti più tecnici“. In risposta Sandro, confermando la mia tesi, mi sottopone anche una lista di cose che vanno aggiunte alle prime operazioni di base per poter arrivare a fare una foto che possa chiamarsi tale. Tutte cose che gli sono capitate nelk primo giro con il grande formato, che ha puntualmente annotato per evitarle in futuro e che gli preme dirmi. Ve la sottopongo cosi come questa lista mi è arrivata perchè mi ha fatto molto sorridere… immaginandole dal vero; avrete un”idea di cosa possa significare complicarsi la vita con queste pratiche quasi ottocentesche seppure di alto tasso qualitativo. 🙂

Funny Things that happened to me ( a Sandro)
… e prima di fare ciò che mi hai detto, caro me, sarà meglio che impariamo a caricare la pellicola negli chassis senza fare danni, (luce, graffi, ditate…..) cosa non da poco….. fatto| Poi impariamo a portarli in giro per i monti senza aprirli accidentalmente facendoli cadere, ……….. cosa già fatta. | Poi impariamo a non dimenticarli sotto il sole con conseguente “arricciatura” della pellicola visto che sono neri e basta veramente poco,………. già successo  | Poi impariamo a segnare quelli già esposti in modo da non fare doppie esposizioni mentre in laboratorio stanno sviluppando pellicole vergini ……… fatto | Poi impariamo a non mettere gli obiettivi vicino alla borraccia piena di tè zuccherato che perde rendendoli impulibili sul posto, ……. (che ridere) fatto | Poi impariamo a non fare le foto troppo vicino alle cascate………… il soffietto va a farsi benedire…….. fatto anche questo | Poi impariamo a velocizzarci prima che le condizioni per la foto perfetta spariscano………. fondamentalmente sempre, …sigh … fatto | Poi impariamo a mettere nello zaino tutti i pezzi senza lasciare a casa niente. | Poi ………….hey sei ancora lì? Hai cambiato idea? :-)) hahah… dai che alla fine non è così drammatico..”

Ecco qui, in sintesi mi pare di capire che ne vedremo delle belle. Vi do allora appuntamento alle prossime puntate di Large format here I come , e con un sorriso sulle labbra 😉 Ciao!

Ci sono 0 commenti

  1. Domenico Fabiano

    Dopo essere giunti fin qui la scelta di questa strada era inevitabile…
    Sarà un percorso in salita, in tutti i sensi, ma che sicuramente porterà a realizzare immagini grandiose!
    In ogni caso noi saremo qui dove i pensieri come immagini s’incontrano, si intrecciano tra loro e poi, magari, vanno via più chiari… 😉

  2. Paola Marinangeli

    Caro Alberto, auguri per questa nuova avventura nel mondo del Grande Formato, con il tipo di forografia che ami fare forse arrivare al LF era, direi, una tappa obbligata e sono sicura che i risultati saranno fantastici e che gli sforzi e le difficolta’ iniziali, affrontando un nuovo sistema e nuove apparecchiature, saranno ampiamenti ripagati. Mi raccomando tienici al corrente, il fascino del Grande Formato si sta….insinuando piano piano in molti appassionati di fotografia classica e soprattutto, di Bianco e Nero.
    Un caro saluto
    Paola


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