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Malga Brenta Bassa non è molto lontana dalla realtà

Trenta comodi minuti a piedi da uno spiazzo poco dentro il bosco di Val Brenta, a sua volta pochi minuti dalla statale che da S.Antonio di Mavignola sale verso Madonna di Campiglio. Una di quelle strade che d’agosto si riempie di moto tedesche in cerca di panorami “wunderbar… aaah.. oohhh… wunderschön“, di camper con la mappa sul cruscotto ben fissata e le bandierine a segnare le tappe, di turisti pendolari che dai paesi della valle si spostano verso le località più alla moda per godersi aperitivo e giornale in piazzetta e poi si torna a casa.

Malga Brenta Bassa è uno di quei luoghi che mi piace pensare senza tempo. Parcheggiata la macchina prima della sbarra di divieto di transito, in corrispondenza del bivio che porta al Lago di Valagola, e che ci informa che stiamo entrando in una zona particolarmente protetta, si inizia subito a respirare un’aria diversa. Questa strada bianca che dolcemente gira dentro e fuori un bosco rado e grandioso, tagliato in due da lame di luce che provengono da sopra i suoi altissimi alberi, mette in pace con sé stessi dopo appena pochi passi. Solo silenzi e acque in lontananza ad accompagnare il nostro cammino. Tutto il resto del mondo è ormai dimenticato. È una nuova dimensione.

Alla nostra sinistra, poco sotto il livello della strada, una cascata che si infrange in un meraviglioso specchio d’acqua verde smeraldo – i più coraggiosi ci fanno un bagno veloce – ci dice che a breve passeremo sopra un ponticello che accarezza un piccolo torrente fresco e brioso, e che dopo qualche passo ancora ci apparirà una piana che si perde a vista d’occhio, circondata da una fila di abeti e larici come a protezione di un segreto millenario. Chissà quali storie e quali leggende avranno avuto residenza in questo luogo grandioso. Un prato immenso, un anfiteatro naturale come pochi ne avevo visti fino ad ora. E infine, lo sguardo sopra le cime di quegli alberi, ecco svettare a guardia di tutto lui, il Re del Brenta, Sua Maestà il Crozzon insieme a tutta la fila dei suoi attendenti, a formare una grandiosa e severa catena, invalicabile agli occhi dei più. Che posto sublime.

Malga Brenta bassa è un luogo magico, indimenticabile. Chi c’è stato me ne darà atto. Voi, invece, che ancora non avete vissuto questo splendore, questa leggenda, voi che non avete ancora superato quella sbarra, sarà meglio vi affrettiate. L’Uomo è stato capace di scempi indicibili e non è detto che non sia capace di rovinare anche questa favola. Una delle ultime rimaste su questa Terra e che ci è dato ancora vivere nella sua integrità.

[ foto: Crozzon di Brenta da Malga Brenta Bassa – Canon A1 con FD 50/1.4 SSC e Kodak TX400 – ©albertobregani]

Ci sono 0 commenti

  1. Claudio

    Grazie davvero per il consiglio riguardo questo luogo da visitare.
    Dopo diversi anni che non vengo più in Dolomiti quest’anno spero proprio di riuscire a tornare e la voglia di perdermi un po’ in luoghi come questi lontano dall’affollamento e dal rombo assordante delle moto che affollano i passi dolomitici è ciò che più mi sta a cuore.


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