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Scattare in analogico mi fa vivere la montagna in tutti i suoi momenti: il passo, il ritmo, la regolarità, l’attesa. Se devo aspettare che una nuvola arrivi nell’inquadratura, lo faccio. Non scatto cento foto intanto che si avvicina. Quando arriva il momento giusto scatto; e se non arriva rinuncio alla fotografia. Bisogna anche imparare ad accettare il fatto che se la situazione per un buono scatto non c’è, è inutile dannarsi l’anima. Se non c’è, non c’è.” (Alberto Bregani, dall’intervista su IL FOTOGRAFOOttobre 2013, n.253, in edicola ora)

Ringrazio sentitamente Sandro Iovine della pregevole rivista “Il Fotografo”. Con attenzione e simpatia Sandro mi ha ascoltato per due ore durante un piacevole pomeriggio di Luglio, riuscendo poi a riassumere perfettamente il mio “sentire e agire” fotografico nelle sei pagine di intervista pubblicate e che mi auguro qualcuno di voi, amici, avrà il piacere di leggere acquistandone una copia. Per ora un caro saluto e a presto con una nuova sezione del blog sul tema “Visione – Interpretazione“, argomento (ed esemplificazioni) del quale molti di voi hanno già visto nella mia pagina Facebook. Ciao!!

ilfotografo

Ci sono 0 commenti

  1. Claudio Battista

    Grande Alberto! Ogni volta che leggo una delle tue considerazioni “analogiche” che lasciano il giusto sapore in bocca similmente a quel che accade con la
    degustazione di una squisita bontà fatta col cuore, con la genuinità delle cose di un tempo, con l’amore che solo una profonda passione sa elargire, con la conoscenza di un’assiduo “fare” artigiano….mi torna la voglia di portare agli occhi una di quelle macchine a pellicola che da tempo se ne stanno li…nella borsa!!! Un forte abbraccio Claudio.

  2. mario

    Ciao Alberto,condivido il tuo approccio all’analogico ed ai tuoi lavori.
    La scelta di una sola macchina,e di una sola pellicola ti ripagherà,
    alleggerendoti da inutili balzelli.

    Mario


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