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| Un breve ma utile suggerimento a coloro che ritengono inquadratura e composizione elementi centrali per una buona fotografia di paesaggio.

Nella grande maggioranza dei casi le nostre fotografie di paesaggio vengono realizzate alla luce del sole; quando c’è il sole, intendo. Ovvero quando i raggi del sole arrivano diretti su di noi, sui nostri soggetti, sulla nostra macchina fotografica. Che ci siano nuvole o meno poco importa, comunque sia i raggi arrivano.

Personalmente ritengo questi raggi molto fastidiosi, sia nella nefasta, deleteria situazione che si debba comporre guardando il piccolo schermo “live view” della macchina fotografica, ma anche semplicemente inquadrando dentro il mirino della fotocamera. In entrambi casi avremo mille riflessi, raggi e giochi di luce laterale che ci impediranno, di fatto, una chiara visione del soggetto. Questione (anche) di concentrazione, di non essere distratti da nulla e poterci focalizzare sulla nostra composizione.

Il mio suggerimento, che deriva da anni di grande formato analogico, è di gestire e risolvere il problema come se avessimo a che fare proprio con una macchina grande formato; quelle, per intenderci, poggiate su grandi treppiedi, che taluni utilizzano tuttora e che per comporre ci obbligano a vedere dentro a un grande vetro smerigliato sul dorso coprendoci il capo con un telo nero per fare buio tutto intorno.

Seppure la nostra sia una fotocamera di ridotte dimensioni, in confronto a quegli “elefanti”, le esigenze saranno alla fine le stesse: fare buio intorno alla nostra visione affinchè sia la più nitida e chiara possibile. Senza infiltrazioni di luce laterale. Quelle che (guardate che vi ho visti…) provate a rispedire al mittente magari facendovi scudo con la mano a cucchiaio, o direttamente tutt’e due intorno e sopra il mirino. Sicuramente senza successo: la luce è come l’acqua, arriva e scappa da tutte le parti.

Fare buio intorno alla nostra visione affinchè sia la più nitida e chiara possibile.

Per far questo non dico si debba mettere nello zaino un telo nero di 1mt x 1mt ( anche se personalmente io ce l’ho e basta, leggero, con due piombini negli angoli in fondo per tenerlo giù) ma basterà semplicemente prendere la felpa o la giacca che avrete nello zaino, prenderne gli angoli del bavero con le mani e portarla sopra la nostra testa e sopra il dorso della fotocamera. In questo modo creerete una piccola “sacca di buio” intorno ai vostri occhi, sufficiente a togliere qualsiasi infiltrazione di luce, qualsiasi distrazione o fastidio luminoso. Potrete allontanarvi anche dal visore tenendo quella giusta distanza per calibrare e controllare tutto al meglio. La vostra visione, la vostra composizione, la vostra concentrazione ne guadagnerà. E di conseguenza la vostra fotografia.

Provate e mi saprete dire.  😉
© AB

Articolo scritto per “I consigli del PRO” |  Dolomiti PhotoPark, Madonna di Campiglio


 

C'è 1 comment

  1. Mauro Moroni

    questa è un’idea intelligente che proverò a mettere in pratica. Tanto un piccolo peso in più nello zaino non può farmi alcun male!


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