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In inverno la luce bassa e trasversale di quei pochi minuti che precedono il tramonto è di grande impatto. Ma, per il nostro bianco e nero, di difficile gestione.

È una luce densa, estremamente forte. Non chiude necessariamente i neri e neanche brucia i bianchi; ma è come se i bianchi e i neri e i grigi venissero riempiti fino alla loro massima potenza. Calibrare perfettamente l’esposizione è fondamentale, il dettaglio deve rimanere leggibile. Non c’è via di mezzo, non c’è modo di smorzarne l’effetto in modo localizzato, specialmente quando ombre e luci, bianchi e neri sono incastrati tra loro, come in questa fotografia.

In questi casi, e ancora una volta, ci possono venire in aiuto le nuvole. Saper attendere la formazione di un elemento che vada a riempire la parte di cielo a completamento della fotografia, come un cirro leggero a forma di piuma e qualche baffo intorno, creerà più armonia generale e alleggerirà visivamente quell’effetto descritto sopra. Infine, una filtratura leggera solo sul cielo lo porterà verso i potenti e pieni toni grigio scuro della roccia, contribuendo a dare forza, questa volta, però, a tutta l’immagine, e in modo equilibrato.

Senza quella nuvola questa fotografia non l’avrei mai scattata. Le nuvole liberano il cielo: ecco perché mi piacciono. Se poi non arrivano, amen. Sarà per la prossima volta. Le montagne non scappano. E nemmeno i tramonti.


Dolomiti di Brenta, Settore centrale
7 dicembre 2016. Ore 16.00 circa
Con Sigma sd Quattro + Sigma f.1/4 50mm DG HSM ART
Filtro LEE GND 0.6 soft. parte superiore ( 2 stop al cielo)
©AlbertoBregani

brenta_piuma23web

 

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