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Dolomiti di Brenta - Ferrata Sosat, tratto finale - Rolleiflex 3.5T

“Salve, sono una studentessa che frequenta l’Accademia di Belle Arti di (nome città) . Per la tesi del terzo anno sto raccogliendo informazioni sulla fotografia di paesaggio in bianco e nero; cercando su google mi sono imbattuta nel suo sito web e ho visto le sue fotografie di paesaggi di montagna. Le trovo bellissime e vorrei inserire un capitolo sul suo lavoro di fotografo nella mia tesi, per farlo, però, avrei bisogno che lei, gentilmente, rispondesse a qualche domanda. La tesi che sto scrivendo, o meglio tentando di scrivere, tratta della fotografia di paesaggio in bianco e nero; la mia intenzione è quella di farla conoscere meglio a chi la guarda storcendo il naso pensando che non sia un tipo di fotografia realistica e che quindi non racconti nulla (ebbene sì, ho sentito anche questa!!). Partendo da Ansel Adams, fotografo che ammiro molto, vorrei arrivare a parlare della fotografia in bianco e nero oggi e far capire che ormai è una scelta stilistica e non più una scelta dettata dall’impossibilità di usare altri tipi di pellicole. Se è interessato e disponibile a rispondere a qualche domanda la prego di scrivermi a questo indirizzo email. In ogni caso buon lavoro. Cordiali saluti (Lettera firmata).

Bella storia vero? Mi fa un sacco piacere. E poi, voglio dire… Accademia di Belle Arti mica… heheh… che dire… insomma, cose prestigiose 🙂 Comunque, seriously speaking, come ho poi risposto alla studentessa che mi ha scritto questa email, ritengo che essere oggetto degli studi di qualcuno abbia veramente un grande valore, molto di più di un qualsiasi giudizio positivo su una propria fotografia da parte del critico più affermato. E’ certamente – almeno cosi io la vivo – una grande responsabilità, perche parte della tesi sarà proprio sul sottoscritto e sul suo modo di intendere la fotografia, il biancoenero, la montagna etc etc… l’avete letto.  Infine, poter condividere e trasferire conoscenza a coloro che stanno affrontando studi e ricerche per la propria futura professione e sapere che possiamo contribuire al loro sforzo e al loro successo è una cosa che mi riempie sempre di orgoglio e soddisfazione.  That’s it. Ci tenevo a dirvelo e a raccontarvelo. Piccole storie per grandi emozioni; che nella vita di oggi ci servono tutte…

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  1. Domenico Fabiano

    Gran bella storia… che sottolinea ancora una volta come la grande ragnatela (www) intorno al mondo avvolge e raccoglie il comune desiderio di rendere visibili e comunicabili le emozioni ed in questo caso anche di studiarle. La rete cattura e libera attenzioni e curiosità per chi ha la capacità di adoperare “gli occhi, il cervello ed il cuore” (HCB). Spero che la studentessa condividi questo suo lavoro emozionale… 😉
    Buon lavoro Alberto.


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