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Salve, sono una studentessa che frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Per la mia tesi sto raccogliendo informazioni sulla fotografia di paesaggio in bianco e nero; facendo delle ricerche su Google sono arrivato a lei e alle sue bellissime fotografie di paesaggi di montagna … Partendo da Sella, passando per Weston e Adams, vorrei arrivare a Lei e inserire un capitolo sul suo lavoro di fotografo di paesaggio. Per farlo, però, avrei bisogno che lei, gentilmente, rispondesse a qualche domanda. Il relatore è d’accordo. Spero possa accettare questa mia richiesta..

E fu più o meno così – ho sintetizzato una serie di molte email tra me e la studentessa in questi mesi – che sono finito in una tesi sulla fotografia di paesaggio in bianco e nero nientepopodimeno che all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dritto di filato in sequenza insieme a Sella, Weston e Adams. Ho pensato, all’inizio, che fosse una studentessa molto… come dire ottimista o generosa nel giudicare il lavoro di un fotografo; magari trascinata dall’entusiasmo di aver trovato un riferimento da spremere in termini di informazioni sulla fotografia di paesaggio. Poi dopo alcune mie perplessità e avendole richiesto piu volte di verificare con il proprio relatore  se tutto ciò fosse plausibile e avendo poi più volte ricevuto le piu sincere tranquillizzazioni mi sono detto “ok, se lo dice il relatore… why not.. ? – Sella Weston Adams Bregani… uhm suona bene.. ok !  E così in effetti è accaduto. Dai primi di febbraio,  periodo della prima richiesta di Elena, al 18 luglio 2011, giorno della discussione della tesi, sono passati più di cinque mesi. Ora il” veto” di non dire niente – per scaramanzia –  è scaduto e io posso comunicarvi quello che vi ho appena comunicato. E ne sono molto orgoglioso. Finire dentro una tesi sulla fotografia di paesaggio in b/n… non so a voi… ma a me fa molto piacere. E lavorare sulle otto domande per nulla banali che ho ricevuto mi ha aiutato anche a entrare dentro aspetti che non avevo mai considerato prima, se non forse inconsciamente. Un lavoro che è servito molto anche a me per fare chiarezza su certe cose e metterele una volta tanto nero su bianco.

Quanto mi è stato domandato ovvero quanto è stato inserito nella tesi lo leggerete presto; l’intervista è abbastanza lunga e la sto mettendo in ordine perche sul web e su un pdf scaricabile possa essere la più leggibile possibile anche con elementi grafici e fotografici che possano aiutarne la comprensione e l’analisi. A breve vi renderò noto il documento che mi auguro possa essere interessante e fonte, come al solito, di costruttive riflessioni da fare insieme. Per ora un grazie ad Elena per aver considerato il mio modo di fare fotografia e un grande augurio di “all the Best” per il suo futuro. 😉

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